giovedì 8 luglio 2010

The Drop Machine / Quiet In The Cave

Risalgono al 2006/2007 i brani proposti in questo split edito dalla Hypershape Records, che non è nuova a collaborazioni di indubbia qualità [ricordiamo lo split Self Human Combustion & Viscera///, ad esempio]. A spalleggiarsi questa volta troviamo The Drop Machine e Quiet In The Cave: i primi sono nati come side project degli stessi Viscera///, mentre i secondi sono imparentati con il progetto Malfeitor tramite Munholy [chitarra+voce], e si sente.


Non smetterò mai di scrivere che il post-rock è sì un genere dalle mille declinazioni ma, alla fine, le band che ci si ritrova ad ascoltare non fanno altro che mescolare e riproporre sempre le stesse composizioni. Per nostra fortuna non è questo il caso dei The Drop Machine: hanno tutto, dalle ritmiche incalzanti alla strenua dinamicità, per non parlare del songwriting maturo ed originale. L'atmosfera creata dalla band è corposa, decisa ma sopratutto leggera, ricca di situazioni in cui il suono viene lasciato scorrere in un percorso evolutivo disconnesso ma elegante, libero di espandersi in uno spettro di melodie particolarmente esteso. Quattro brani dal forte effetto, capaci di incantare l'ascoltatore grazie anche al continuo scontrarsi delle chitarre [a dir poco sublimi in "Take It All" e "German Warehouse"] che finiscono per culminare spesso e volentieri in estatiche soluzioni conclusive. Il post-rock dei The Drop Machine è di quel tipo anomalo, caratterizzato da una vena di psichedelia ben innestata nel contesto strumentale che, ad ascolto completato, si rivela estremamente vario e mai statico nel suo svilupparsi.
Quiet In The Cave è un progetto che poco ha da spartire con la controparte dello split, se non per l'eterea atmosfericità che entrambi sanno evocare. Se "Into The Deep" si presenta quasi come un'intro diluita nei minuti da synth e samples, "Breathe" mette in mostra invece il lato più nero del gruppo, dove vengono miscelati voce e riffing black con effetti riempitivi vagamente post-rock. "Ionosfear" e "Stalker" sono come un lungo viaggio siderale, dove l'unico punto di riferimento è l'armonia emanata dalle stelle, rappresentata in modo splendido da un complesso di effetti che direi vicino alla perfezione. I brani dei Quiet In The Cave risultano essere un ottimo mix tra sonorità soft e qualcosa di più oscuro, claustrofobico in qualche modo [ancora "Breathe"] ed estremamente affascinante. La conclusione è scontata: questo split si rivela essere un piccolo gioiello a cui bisogna assolutamente dare almeno un ascolto. Affrettatevi.

NOTE
Un ringraziamento a Mike di Hypershape per la disponibilità. Qualche link:
Hypershape Records @ Myspace
The Drop Machine @ Myspace
Quiet In The Cave @ Myspace