mercoledì 17 marzo 2010

Intervista con Simone & Marta [Frohike Records]

Frohike Records non è una semplice etichetta, ma una forma di espressione. La cura dei dettagli grafici e fisici, la particolare attenzione verso specifici gruppi e generi musicali, la determinazione nel portare avanti un progetto che comporta enormi sacrifici: questi e tanti altri dettagli vanno a connotare la creatura di Simone e Marta con caratteristiche uniche, dato che è l'unione delle loro personalità a dare forma all'essenza strutturale della Frohike. Ragazzi di giovane età che cercano di dimostrare, in giorni come i nostri dove i valori sono andati drasticamente distorti, come sia ancora possibile dare vita ad una iniziativa che nel suo piccolo porta avanti più di una "battaglia" economica e sociale. Ecco allora l'uso dei materiali riciclati, prezzi popolarissimi, mezzi produttivi semplici ma efficaci e tanta manodopera.

"Ogni imperfezione, ogni dettaglio tecnico che ne fanno capire la genesi [del disco] rendono quell'oggetto potenzialmente unico, non proveniente da una catena di montaggio industriale."

Questo è uno dei motti usati nella presentazione dei cd pubblicati, e non è sbagliato l'affermarlo: la passione di questi due ragazzi si manifesta anche attraverso il faticoso e particolareggiato lavoro di produzione delle proprie releases, che spesso comporta notti insonni e spese monetarie ingenti.




Una domanda introduttiva sulla genesi di Frohike Records. Quando è nata l'etichetta, e di seguito a quali stimoli?

[Simone] - Frohike è nata teoricamente nell'estate 2007 anche se in pratica non abbiamo combinato nulla fino ad inizio 2008. Nasce più che altro per caso, semplicemente si voleva dire "Ok, ci siamo pure noi!" e nulla di più. Non c'erano grosse pretese, né grandi sforzi dietro. Si voleva dare una piccola mano, ma si era senza soldi, senza alcuna esperienza e senza tante possibilità. Questo ha portato a fare tanti errori. Ma come si dice, sbagliando s'impara, no?


Quando avete capito che questa era la strada che volevate intraprendere?

[Simone & Marta] - Non c'è stato un momento preciso, al massimo possiamo dire che ci sono stati diversi momenti e alcune decisioni che hanno dato poi i loro frutti. Ci piace pensare che la strada ce la siamo costruiti da soli, senza dover percorrere sentieri già battuti. Hai presente la solita storiella...? Quella dove ci sono i due sentieri che attraversano il bosco e allora scegli quello meno battuto per essere "diverso"? Ecco, noi abbiamo risolto il problema all'origine, ci siamo arrampicati sugli alberi del bosco e ci siamo lanciati tipo Tarzan con le liane nella giungla. Senza sapere la destinazione, senza avere la certezza di trovare appigli. E andiamo avanti finchè la passione (leggi pure liane) ci sosterrà. La musica è questo, è passione. Quando la passione scemerà, scenderemo dall'albero e faremo altro


Da quel tempo fino ad oggi gli avvenimenti sono stati tanti, sia sul versante umano che su quello musicale. Quali sono stati i punti salienti e più significativi che hanno segnato la storia dell'etichetta?

[Simone] - Penso che il momento più importante per Frohike sia stato l'ingresso di Marta. Non soltanto per una mera questione di tempo e fatica, ovvio, in due si fa tutto meglio. Ma soprattutto per una questione umana e di approccio. Dopo il suo ingresso, pian piano abbiamo conosciuto e aiutato tante persone, e con alcune delle quali si è anche costruita una seria amicizia. Queste sono le cose importanti. I dischi, le recensioni, le uscite, la promozione sono tutte stronzate di poco conto che vengono dopo.


I gruppi con cui avete collaborato e con cui collaborate tuttora, considerati nel complesso, vanno a disegnare uno spettro musicale piuttosto ampio e quindi vario.
Su qualche criteri vi basate per scegliere i progetti con cui instaurare un qualche tipo di rapporto?

[Simone] - Devono essere delle belle fighe!
[Marta] - Ma non abbiamo mai collaborato con nessuna ragazza...
[Simone] - Ah! Cazzo...
[Marta] - Vabbè... Comunque, banalmente, seguo i miei gusti, ciò che mi prende tanto da studiarlo con attenzione dando molta importanza a cosa un gruppo riesce ad esprimere. La perfetta esecuzione da conservatorio passa in secondo piano quando dietro di se lascia il vuoto.
[Simone] - Mi piacciono le persone che hanno qualcosa da dire. E cercano un modo per esprimersi, senza badare al genere, tutto qui. Poi è bello pensare "Ma io questo disco l'avrei comprato se fosse uscito da altre persone?" se rispondo di si allora sono più motivato nell'aiutare e nel dare una mano in concreto.


Portare avanti un progetto simile a Frohike Records è sicuramente un impegno che sul lato umano richiede sacrifici non irrilevanti.

[Simone & Marta] - Senza dubbio. Sacrifici economici e di tempo. Ma non ci lamentiamo, non siamo i primi, né saremo gli ultimi a farlo. Alla fine ci piace ciò che facciamo e come lo facciamo, quindi si va avanti anche a costo di dover risparmiare soldi da altro o di stare in piedi fino ad ore improponibili per finire di "costruire" digipack (come è davvero successo per quello degli Up There: the Clouds!). Il vero problema sarà quando questi sacrifici diventeranno un peso, probabilmente sarà una delle prime avvisaglie del pensionamento imminente.


Recentemente l'etichetta si è stabilizzata su uno stile di produzione piuttosto particolare. Potete descriverci i vostri metodi e le motivazioni che vi hanno spinto a questo certo tipo di impostazione?

[Marta] - I metodi sono vari ed eventuali, niente di prestabilito, tante idee che ci frullano in testa, spesso in maniera del tutto casuale, al momento giusto.
Giochiamo mischiando tecniche e materiali vari, dai più classici fino a quelli meno usuali, cercando di raggiungere risultati soddisfacenti e originali.
Tutto questo art-attack, è giustificato da motivo di orgoglio personale: avere davvero parte al processo di produzione del disco, non solo come "coloro che mettono mano al portafoglio", ma coloro che danno vita materialmente all'idea che gli artisti hanno creato.
Si parla e si è parlato tanto di diy, noi l'abbiamo voluto metter in pratica in tutto e per tutto, sporcandoci le mani e mettendoci in gioco di prima persona. Questo è il nostro diy.

[Simone] - Ci sono estremismi e estremismi, noi siamo per quelli ragionati e con cognizione di causa. Siamo morbosamente attratti dal concetto di "Impatto zero", ma sappiamo alla perfezione il contesto in cui abitiamo e viviamo. La strada è lunga, i passi saranno molti ma nulla ci vieta di iniziare la marcia. Per questo abbiamo deciso di iniziare a pensare ai dischi anche da un punto di vista ecologico: pensiamo che l'arte non debba essere di peso all'ambiente e all'intero ecosistema. Anzi, essa deve essere forza rinnovatrice che riporti in carreggiata l'uomo. Ma non possiamo certo prendere e andarcene nei boschi tutti quanti a vivere di nulla. Bisogna fare piccoli passi, ma decisi, pensando e ragionando sempre. Il nostro potremmo definirlo un ambientalismo militante ragionato. Per farti capire, prendi lo split Corpoparassita/Dyskinesia, al suo interno c'è una targhetta in sughero. Penserai "Ma come!? Sono ambientalisti e poi mettono del legno nella confezione di un disco...". Certo e il motivo è molto semplice: il sughero è la corteccia di una pianta e può essere "raccolto" ogni 10 anni, le sugheraie sono boschi mantenuti e curati che formano un ecosistema molto particolare e unico al mondo. Se sparisse l'uso del sughero (uso che non comporta l'abbattimento di nessun albero se non per motivi validi) allora questi boschi non sarebbero più curati, molte piante da cui si ottiene sughero pregiato, già ora rare, sparirebbero del tutto e molte specie animali non avrebbero più a disposizione il loro habitat naturale. E al posto di questi boschi comparirebbero campi o ancor peggio case. Per questo l'abbiamo scelto, per far riflettere le persone. Non ci piace l'ambientalismo radicale e ottuso.
Ma siamo anche consapevoli del fatto che i dischi siano degli oggetti e che la gente faccia molta fatica a comprarli. Quindi è logico pensare che se il disco è anche bello da vedere, toccare, annusare oltre che bello da ascoltare, la gente possa comprarlo molto più volentieri. Sinceramente i dischi nelle custodiette di plastica li trovo alquanto osceni.


Potete fare una panoramica generale dei dischi finora prodotti?

[Simone] - Possiamo dire che la discografia Frohike si possa dividere in due parti: una prima parte, antecedente all'arrivo di Marta, in cui si sono prodotti principalmente dischi hardcore e screamo. Piccole coproduzioni in cui si partecipava con poco, diciamo che si vedeva Frohike come un gioco. Non si aveva assolutamente la concezione più seria e pseudo professionale che abbiamo ora. Ecco il motivo delle tante cazzate fatte. Poi, dopo l'arrivo di Marta c'è stato un profondo cambiamento, entrambi abbiamo sentito la necessità di dover cambiare le cose e darci da fare nel fare qualcosa di bello. Abbiamo avuto fortuna, per puro caso siamo entrati in contatto con i Dyskinesia, nonostante tutte le difficoltà il disco è uscito. Grazie al loro disco abbiamo iniziato a muovere i primi passi, abbiamo iniziato a comprendere i concetti di "produzione" e promozione". Per puro caso abbiamo conosciuto di persona Francesco dei Three Steps to the Ocean (che abita a pochi km da noi) e Giacomo degli Up There: the Clouds. Grazie ad un nostro carissimo amico, Nicolò, abbiamo poi conosciuto Giulio Santaniello. E grazie a queste conoscenze abbiamo "costruito" Frohike e abbiamo via via capito come muoverci e cosa fare. Sopratutto abbiamo iniziato a gestire in prima persona la stampa dei dischi. Forse dall'esterno non sembra, ma trasformare in realtà fisica i dischi è più lungo e complesso di quanto possa sembrare in apparenza.


Raccontateci:
- il momento di massima soddisfazione con Frohike.

[Marta] - Non riesco ad inquadrare un momento in particolare, mentre mi vengono in mente vari episodi in cui abbiam sentito parlar davvero bene di noi gratuitamente, senza un effettivo bisogno pratico. Sono giovane e sentimentale.

[Simone] - Penso che il momento di massima soddisfazione sia stato quando mio padre ha iniziato ad interessarsi a Frohike e a "ficcare il naso", non vedendolo più come un passatempo in cui buttavo soldi e tempo ma come qualcosa di davvero bello. Ora è lui che molte volte trova soluzioni ad alcuni problemi, alcune idee sono sue ed è lui ad aiutarci in tanti lavori manuali.


- il momento più sconveniente con Frohike.

[Simone & Marta] - Tutte le volte che finiamo i soldi :) :)


Avete avuto altre esperienze in ambito musicale di questo tipo, prima d'iniziare l'avventura con Frohike?

[Simone & Marta] - No.


Qualche anticipazione riguardo i vostri prossimi dischi in uscita?

[Simone & Marta] - Tra pochi giorni uscirà lo split Corpoparassita/Dyskinesia in un packaging davvero particolare ed unico (già qualche anticipazione è arrivata prima). In aprile uscirà il cofanetto cd+dvd dei Viscera///, dove si potranno ascoltare vari remix di canzoni del gruppo e vedere un cortometraggio di un regista polacco in cui la colonna sonora è stata interamente curata dai Viscera/// stessi. Poi per la primavera stiamo lavorando allo split su vinile tra Hungry Like Rakovitz e Deprogrammazione, cercando di creare anche qui un packaging non banale. Andando verso l'estate lavoreremo al primo disco dei Block! Antonius Block!, post-core/post-rock da Milano e ci lanceremo sulle cassette, lavorando a Caligvla di Antecrux (noise/industrial) e ad alcune ristampe su tape di dischi che ancora non si possono dire. Per ora le cose certe sono solo queste, ma stiamo stiamo cercando di riuscire ad inserire altre due uscite per questa primavera con nomi davvero importanti per noi. E dopo la pausa estiva si tornerà in autunno col botto.


Frohike si è dimostrato un progetto in continua crescita, capace di mutarsi sotto diversi aspetti e senza perdere tuttavia la sua identità di base.
Quali poterbbero essere i vostri prossimi passi?

[Simone & Marta] - Beh, sicuramente stringere maggiormente i legami con alcuni dei gruppi coi quali abbiamo collaborato finora, sperando di riuscire a far uscire molti altri dischi assieme. Se possiamo azzardare previsioni, sempre se tutto dovesse andar bene, dovremmo riuscire finalmente a pubblicare su vinile. E poi vogliamo iniziare a curare anche il merch dei gruppi, magari azzardando qualcosa in più oltre alle maglie. Stiamo scoprendo la serigrafia e questo, molto probabilmente aprirà strade sempre più ampie. Abbiamo molte idee per la testa, compresa quella di iniziare a collaborare con un paio di altri gruppi che apprezziamo molto. E infine, come già scritto, vorremmo anche puntare sulla cassetta come supporto, magari ristampando qualche disco in edizione limitata proprio su tape.


C'è una qualche vostra produzione a cui siete maggiormente legati, o che preferite in particolare?

[Marta] - Non si fanno favoritismi tra i propri bimbi :)


Prima che produttori siete anche e soprattutto ascoltatori molto attenti. Personalmente verso che tipo di Musica vi sentite più vicino?

[Simone & Marta] - Intanto sarebbe alquanto curioso produrre musica senza ascoltarla, almeno dal nostro punto di vista. Grossomodo ci sentiamo vicini allo stesso tipo di musica che passa per la Frohike. La stessa varietà, la stessa diversità. Anzi, speriamo che presto Frohike si allarghi ancora di più producendo dischi ancora più diversi e variegati, in modo da essere per davvero uno specchio completo dei nostri ascolti. I criteri restano gli stessi, ci piace chi sa comunicare, chi ci sa far emozionare. Siamo emo e non possiamo farci nulla. I Mineral sono onnipresenti nelle nostre orecchie.


Curate anche altri progetti oltre alla Frohike?

[Simone] - Faccio parte dei Violeenn, assieme alla sciagurata, dilettandomi nel bel canto, poi faccio un po' cosette varie che spaziano dai fumetti, al teatro, al sociale in concreto nel mio paesino di provincia.
[Marta] - Faccio parte dei Violeenn, assieme allo sciagurato, suonando la chitarra, o almeno tentando, lo stesso ne L'ospite Rutilante, gruppo prog/psichedelico alle prime armi.


Buona parte dei più recenti artwork ed immagini promo dell'etichetta sono opere tue, Simone, celate dietro il nome Mangrovia. Puoi raccontarci del tuo stile e dei tuoi disegni, come nascono, a cosa ti ispiri, e via di seguito?

[Simone] - Sinceramente è la prima volta che qualcuno mi chiede dei miei disegni e dei miei lavori di grafica. Sono ormai anni che scarabocchio cose surreali, senza alcuna seria volontà artistica. Mi piace il surreale, mi è sempre piaciuto mischiare cose ed elementi e questo si rispecchia in quello che faccio. Inizialmente mi divertivo a prendere figure umane, mozzarle e mettere al posto della testa cose a caso: trapani, forchette, croci rovesciate... Poi ho smesso per un lungo periodo, riprendendo circa un anno fa, anzi, forse un po' meno, arrivando a mischiare oggetti, animali, organi umani in strane composizioni. Non ci sono messaggi nascosti, non ci sono messaggi subliminali, solo la voglia di stravolgere un po' le cose. Colpa della noia di questi ventanni portati male, anzi malissimo.


Come immaginate le cose con l'etichetta tra uno, due, tre anni?

[Simone] - Spero diventi presto una label totalmente dedita al trve norvegian black metal e al Maligno. Nel frattempo spero che la gente capisca che i dischi prima si scaricano, li si ascolta e quelli fighi li si compra, così poi noi guadagniamo tanti bei soldini e finalmente iniziamo a stampare tutto su vinile. Te li immagini i dischi di Giulio Santaniello su vinile? Da orgasmo.
[Marta] - Nel peggiore dei casi credo decaduti e in cura al SERT dopo brevi ed infruttuose carriere nell'elettropop svedese, nel migliore, invece, cresciuti, un po' più affermati, con un po' più d'esperienza nella saccoccia.


E nell'immediato futuro?

[Simone & Marta] - Senza soldi ma felici :) :)


Ok, penso che possiamo anche concludere. Vi ho portato via fin troppo tempo [ed ho anche finito le domande]. Vi ringrazio per la grande attenzione e disponibilità.

[Simone & Marta] - Ti ringraziamo Giacomo per tutto ciò che hai fatto e stai facendo, ci vorrebbe più gente così attiva. Poi oh, la nostra prima intervista, che festa!

http://www.frohikerecords.com/