mercoledì 10 febbraio 2010

Music For Airports

Ad un anno dalla nascita, questo gruppo di Udine pubblica nel 2009 il primo EP "Boscoverde", un concentrato di metal ed hardcore sintetizzato in 3 tracce dal forte impatto.


Music For Airports si fa portatore di un sound che si radica tra la violenza tipica del deathcore e l'euforia sfrenata del mathcore d'oltreoceano [si citano Job For A Cowboy e The Dillinger Escape Plan]. L'influenza del primo stile è prevalente, o almeno lo è nei tre brani proposti in Boscoverde, insufficienti per dare un giudizio complessivo sull'effettivo valore della band. Generalmente ci troviamo dinanzi ad un disco che non perde tempo in divagazioni sonore, concentrandosi piuttosto in ritmiche serrate e massacranti, dove emerge una batteria in continua azione che procede in una serie devastante di simil-breakdown sempre in primo piano; il tutto è contornato da graffianti riff che seguono di pari passo lo svilupparsi delle drums, e dalla cui schiettezza sie erge l'imponente voce dallo stampo tipicamente HC new school. Music For Airports è abile nel saper gestire il proprio suono senza sfociare nella totale banalità musicale, tuttavia non riesce a liberarsi di quel carico derivativo che è sì un'ispirazione basilare ma anche un handicap che porta il gruppo sulla strada dell'anonimato. Le premesse sono buone, la band ora deve trovare un percorso scaturito da impulsi propri che gli permetta di sviluppare il sound in maniera personale, in modo di potersi distinguere dall'odierna massa di mediocrità attraverso soluzioni originali.

CREDITS
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