domenica 14 febbraio 2010

Intervista con Elish [Suavitas Imbris]

Suavitas Imbris è uno di quei giovanissimi progetti dal grande potenziale, abile nell'aver riassunto e coniugato senza problemi diversi generi musicali pubblicando un album d'esordio molto piacevole e ben suonato. Ovviamente bisognerà vedere come regge la prova del tempo, ma i presupposti per gli eventuali futuri lavori sono estremamente positivi. Elish ci racconta qualcosa riguardo questa sua esperienza, da cui emerge la marcata personalità che si cela dietro ogni brano.


Ciao Elish, benvenuto e benritrovato. Inizierei chiedendo in quale circostanze hai deciso di avviare il progetto "Suavitas Imbris".

Il progetto a dire la verita' nasce dalle ceneri di un mio precedente esperimento, ovvero Aeterna Maestitia. Circa due anni fa iniziai a registrare in casa utilizzando un lettore mp3 alcune mie composizioni di pianoforte accompagnate da un cantato in scream molto sofferente; avevo 14 anni e tutto cio' che ne venne fuori era molto immaturo. Circa un anno dopo decisi di abbandonare quel progetto per fare qualcosa di piu' serio, ed ora eccomi qui.


Quante e quali sono le analogie tra questo tuo precedente progetto e Suavitas Imbris?

Prima di tutto la sperimentazione e le sonorita' utilizzate, infatti in tutte le mie composizioni ho sempre inserito elementi completamente alieni alla musica metal sperimentando sonorita' quasi jazzistiche... e poi il carattere tendenzialmente malinconico della musica.


Perché hai preso questo particolare moniker? c'è un motivo particolare che si cela dietro questa scelta?

A dire il vero non vi é un particolare significato dietro questo nome; per il mio progetto volevo un nome Latino che desse un' idea di cio' che la mia musica é senza rendersi troppo altisonante. Suavitas Imbris, letteralmente "soavita' della pioggia", o con una traduzione più libera "armonia della pioggia" rende perfettamente l'idea delle atmosfere che intendo creare.


Nelle tue composizioni troviamo tra le citazioni strumentali più disparate: si passa da toccate di Jazz a scream Depressive Black Metal, ad esempio. Musicalmente a chi e che cosa ti ispiri per comporre i tuoi pezzi?

Le mie influenze, come emerge dall' ascolto dei brani, sono cosi' varie che é diffile elencarle tutte. Di fatto io utilizzo come base di tutto il black metal di stampo depressivo ma l' etichetta "depressive black metal" é sicuramente restrittiva per definire quello che faccio; i miei ascolti variano dal jazz alla fusion, alla classica, al rock psichedelico e progressivo a tutte le frange piu' oscure del metal estremo. Band che mi influenzano particolarmente sono ad esempio Novembre, Katatonia, Novembers Doom, Gris, Benighted in Sodom, Amesoeurs, Peste Noire, Xasthur, Nortt, Worship, Sombre Forets e molte altre che al momento non mi sovvengono.


Per i tuoi testi invece a cosa fai riferimento? Sono numerose le correnti letterali e filosofiche da te citate.

Si é vero. Mi ispiro, o cerco di farlo, alla letteratura italiana ed europea ed in generale alla filosofia; vorrei che i miei brani potesero rappresentare il cammino dell' animo umano verso la felicità, la serenità. Io professo l' ateismo più radicale, l'amore per se stessi, l'individualismo più estremo, il relativismo.


Puoi parlare della collaborazione di tuo padre? non capita spesso di vedere una cosa del genere.

Mio padre nel progetto ha un ruolo abbastanza fondamentale, con pazienza ascolta tutti i miei lavori e fa critiche costruttive. Lui é un pianista e suona praticamente solo jazz, mi ha trasmesso tale passione e cosi', non essendo io un pianista nel senso stretto del termine, chiedo a lui per tutte quelle parti di piano che non sono in grado di suonare. Questa collaborazione é abbastanza fruttuosa e nei miri prossimi lavori forse mio padre avra' un ruolo ancora piu' decisivo.

Ci puoi dire qualcosa a riguardo della tua collaborazione con la DNA Experimental Net Label?

Questa collaborazione é iniziata per caso: sono stato contattato dall' etichetta su myspace tempo fa [luglio 2009, ndr], cosi' mi sono lanciato nella registrazione di Verve, Il vino degli Amanti e della cover Croma e ho completato questa raccolta di brani che é Ars et Doctrina.


Ecco, che ci puoi dire invece di "Croma"?

Croma é la ripresa di un brano dei Novembre, la nota band italiana da me tanto amata.
Mi sono limitato a riprendere un riff di tale pezzo, con le opportune variazioni dettate dalle mie difficolta' tecniche, sul finale ho aggiunto invece un arpeggio di mia composizione, che dovrebbe servire da chiusura all'intero album.


Hai già in preparazione qualche nuovo progetto o collaborazione?

Per il futuro di Suavitas Imbris ho programmi grandiosi, anche se sarà lungo e difficile metterli in atto. Mi piacerebbe innanzitutto fare uno split cd con un artista che faccia qualcosa di musicalmente e concettualmente affine a cio' che faccio io, e qui presentare alcuni brani inediti che andranno poi a finire ,anche nel mio prossimo lavoro, di cui vi rivelo gia' il nome: "L' inifinita vanità del tutto".
Tale opera sara' un concept album e credo sara' un capitolo più oscuro nella storia di Suavitas Imbris, infatti incentrato su una filosofia esistenziale e sul nichilismo, appunto sulla vanita' delle cose umane.


Musicalmente rimarrai sullo stile di Ars et Doctrina? Ovvero inserti in piano, pezzi acustici, etc.

Certo, anzi ho intenzione di aumentare maggiormente le parti acustiche e gettarmi nella sperimentazione di nuovi orizzonti sonori e ritmici creando dei pezzi più articolati e (concedetemi li termine ) "progressive", estremizzando cio' che ho fatto in ars et doctrina, ma ovviamente ci sara' posto anche per sfuriate black metal, distorsioni e vocalizzi scream.

Ars Et Doctrina è il tuo primo full length ed è uscito in free download su DNA Experimental Netl Label, etichetta italiana di grande qualità. Che giudizi ha ricevuto il tuo primo lavoro?

Ho fatto ascoltare la mia musica a diverse persone non solo tramite internet, ma diffondendo io stesso il materiale e devo dire il mio lavoro; pur con tutti i suoi difetti , ha riscosso un discreto successo. Molti mi hanno fatto complimenti per le idee originali, oltre che critiche costruttive. Posso dirmi soddisfatto.


Bene, direi che siamo giunti alla fine. A te le ultime parole.

Voglio chiudere l' intervista consigliando a tutti di gettarsi nella sperimentazione musicale e di produrre qualcosa che venga dal profondo del proprio animo. La musica con tutte le sue sfacettature puo' essere a ben diritto considerata una scienza, ma al tempo stesso una velleità artistica, ponetevi con cuoriosità di fronte ad essa e mettetevi sempre in gioco, non fossilizzatevi, cercate di farvi pervadere da mille diverse contaminazioni, poiché sono proprio le contaminazioni il bello della musica...
Saluti!