
Questo è uno di quegli articoli in cui non riesco facilmente a trovare un punto fermo di partenza. Gli aspetti da considerare sono più di uno, necessitano di meditazione accurata per evitare una lettura superficiale; certi lavori sono più complicati di altri, vanno ascoltati e riascoltati, guardati e riguardati, si deve scovare una base su cui sviluppare il proprio discorso per poi smantellarla e ricominciare da zero; ordunque, il primo dettaglio che si nota è di livello visivo, di conseguenza cercherò di partire da questo aspetto.
A Cold Dead Body si dimostra essere un progetto deciso nelle sue intenzioni, dotato non solo di un talento fuori dal comune ma anche di una marcata personalità che si riflette al di fuori del "semplice" comparto musicale, esprimendosi per vie late come, ad esempio, la cura dell'artwork. Chi ha avuto la fortuna di ricevere una copia del promo [anteprima dell'album "Harvest Years" che ricordo sarà in uscita quest'anno a data da definirsi] riuscirà facilmente ad intuire di cosa sto parlando. Il disco in questione si presenta in un packaging curato ed elegante nella sua semplicità, completamente fatto a mano con materiale riciclato, espressione pratica di una modalità di pensiero che va ben oltre le mere constatazioni estetiche e commerciali di tanti altri prodotti. Ma questo in effetti non è un banale "prodotto", è qualcosa di più, è una parte dei suoi creatori, una frazione di spirito che nel processo di scrittura si è impressa a fuoco ardente su di ogni singola nota, una componente che seppur estranea alla controparte musicale ne risulta tuttavia caratteristica dal forte impatto.

I brani che il gruppo ci propone sono 3. Il disco si apre con la massiccia "Collapse", un pezzo che senza mezzi termini dimostra tutta la capacità sonora degli A Cold Dead Body; il suono del violino, protagonista assoluto della melodia portante di questa Collapse, crea un'atmosfera di malinconia che con le sue struggenti tonalità ottiene la totale attenzione dell'ascoltatore, trasportato in un vortice di suoni tra il decadente ed un senso di rassegnazione da cui non si vorrà mai uscire. Il brano si alterna tra grandi aperture strumentali e sezioni più pacate e rilassanti, che verranno sviluppate maggiormente nel pezzo successivo "The Chosen One". Questo è più diretto in una impostazione di stampo Post-Rock, condita però da una personalissima scelta strutturale che porta in risalto un grande dinamismo degli strumenti, seguiti da una voce pulita che si concilia perfettamente con il tappeto sonoro in cui si trova. Questo promo si conclude con "Divinity Pt.1", che ricalca a grandi linee i pezzi precedenti, ricca di esplosioni sonore accompagnate da un'azzeccatissimo intrecciarsi di voci tra lo scream ed il pulito, aggiungendo una maggior dose di emotività al disco stesso che già di per sè presenta un discreto carico di sensazioni.
Questo promo si conferma come una preview gustosissima di un full length le cui attese oramai sono diventate estremamente alte, già candidato a diventare uno dei migliori album dell'anno.
CREDITS
Un sentito "grazie" a Lorenzo degli ACDB.
A Cold Dead Body @ Myspace: Click