Finalmente un articolo riservato esclusivamente a questa rara perla romagnola. Up There: The Clouds è un giovane gruppo di quel di Rimini, che ha saputo creare intorno a sè un'attesa affiatatissima, seppur fosse davvero poco il materiale disponibile all'ascolto prima dell'uscita del loro unico lavoro [in precedenza, infatti, questi 5 musicisti avevano partecipato alla seconda edizione della compilation NeuroSounds, "Clouds from the Earth", con il brano "The Last Glimpse of Hope In My Eyes"]. Il primo disco degli UTTC è il recente EP uscito per la Frohike Records, presentato ufficialmente il 12 & 13 Dicembre, il quale comprende 4 brani per la durata di 22 minuti circa; l'artwork curato dal bassista Daniele è stato riportato fisicamente attraverso un digipack completamente fatto a mano dei ragazzi dell'etichetta, con materiale riciclato [ne avevo parlato in un articolo passato]. Clicca qui per vedere la gallery.
Ma passiamo all'essenza del gruppo, ovvero la Musica. Up There: The Clouds ha diviso il palco con i This Will Destroy You, quindi per gli estranei questo è un indizio forte che potrebbe identificare in un certo ambito le sonorità del gruppo. Potrebbe: infatti i nostri cinque non si limitano al solito lavoretto Post-Rock pulito ed atmosferico, copia-incolla che sta andando fin troppo di moda in certi ambiti; il loro EP presenta una maturità stilistica che mai ci si aspetterebbe da un gruppo ai suoi esordi, protagonista di un insieme di brani che nella loro semplicità [è pur sempre un EP di 20 minuti, difficile giudicare le capacità di un progetto in così poco spazio di considerazione] mostrano un talento particolarmente sviluppato ma spontaneo, estraneo a compromessi di genere e puntato verso una caratterizzazione profonda ed emozionale dei pezzi. Sound corposo, una grande padronanza degli strumenti, melodie accattivanti e moderazione: sono solo alcuni dei raffinati dettagli che l'ascolto di questo EP mette in luce. Nel complesso l'intero insieme dei brani è permeato da un comune senso di emotività trasmesso da melodie che si muovono a metà tra suoni alle volte crudi, freddi ed altri fiochi e vivaci, caldi. La struttura sonora non sembra assolutamente forzata, per merito della grande dinamicità e dei toni "freschi" che il gruppo riesce a dare, andando ben oltre le stantie composizioni trite, banali, prevedibili che è fardello di certi gruppi dalla rilevanza internazionale. L'intrecciarsi delle chitarre in continuo inseguimento regala all'ascoltatore una sensazione di perenne instabilità, che viene marcata dal suono preciso e di forte presenza della batteria, un elemento portante del sound degli UTTC; il basso racchiude in un soffice involucro tutto il comparto strumentale, che viene dettagliato dalle sfumature scaturite dall'uso dei synth e della scream vox, presente nell'ultimo brano. Forse questo inserimento vocale non è dei più originali, andando a toccare certi cliché dello screamo, ma il risultato rimane tremendamente piacevole. Sicuramente si tratta di un lavoro da ascoltare diverse volte, in modo da entrare in profondità tra le fila di particolari che caratterizzato questo EP, e coglierne di conseguenza le diverse sfumature che lo rendono un disco unico.
Il 12 Dicembre ho partecipato alla prima data del Release Party del nuovo disco. I presenti hanno avuto la possibilità di assistere ad un gran concerto, ove alla perfetta esecuzione dei pezzi si è aggiunto anche un maggior grado di sensibilità grazie all'effetto emotivo che gli Up There: The Clouds hanno saputo trasmettere al ristretto ma rumorosissimo pubblico. Le foto sono state scattate da Marco Ricciotti, e ne approfitto per ringraziarlo della concessione. Nella stessa serata hanno suonato progetti amici dei protagonisti, come Chesterpolio, Montezuma, Shelly Johnson Broke My Heart, e Girless & The Orphan. Dei Montezuma tornerò sicuramente a parlare, dato che tra gli opener sono stati quelli che mi hanno convinto di più.
In conclusione ci terrei a sottolineare quanto mi faccia piacere sapere che nel territorio ci sono ancora dei ragazzi che hanno la volontà e la bravura di riuscire a mettere in piedi un progetto di tal portata, qual è quello degli Up There; la profondità delle composizioni e la passione che trapela dalla sonorità del disco è un ottimo esempio per dimostrare che, in certi ambiti e ubicazioni, c'è ancora chi ha qualcosa da dire, ed è capace di farlo in maniera semplice ma spiazzante.
CREDITS Up There: The Clouds @ Myspace:Click Per acquistare il disco, contattare la band oppure l'etichetta [click]. Ricordo anche che è possibile ascoltare l'intero EP direttamente in streaming presso la paginaLast.fm.
In Fat We Trust è il primo album di questo trio milanese che fa del sound heavy metal / hard rock la propria ispirazione. Dal 2006 fino ad oggi, con diversi cambi di line-up, il gruppo raggiunge la sua forma stabile e dà una collocazione definitiva al proprio stile, che si muove tra le sonorità southern e stoner di derivazione alcolica, facendo dell'attività live la propria maggiore forma di espressione.
Bones & Comfort si ispira a quella forma di heavy music sudista, condendola con una piccola dose di psichedelia che nel genere non guasta mai; l'attitudine è molto r'n'r, e ciò si riflette direttamente nella realizzazione dei pezzi, dalle forti tinte vivaci ed accattivanti; i groove infatti sono davvero ben realizzati, terribilmente orecchiabili e piacevoli, ed una volta iniziato il brano non si potrà fare a meno che ascoltarlo fino al termine. Il suono è di quelli trascinanti, con rallentamenti quando servono, chitarroni imponenti ed un basso onnipresente che stende il tappeto sonoro su cui si sviluppa l'intero sound del disco. Chitarre in un continuo scontrarsi, batteria serrata, un basso fluido ed in primo piano, tutto ciò si incanala in uno scorrere di suoni talvolta grezzi ma concisi, a rappresentare la volontà del gruppo di mostrarsi come un progetto che ha tanti richiami ma che vuole anche dare prova di personalità e passione. Come primo disco "In Fat We Trust" è un modesto lavoro, attenderò paziente una maturazione del gruppo che se continua su queste linee avrà molto di cui andar fiero.
CREDITS Ringrazio Daniele per avermi contattato e per la gentilezza. Ricordo che il disco è scaricabile gratuitamente presso il sito ufficiale ed il Myspace del gruppo. Download diretto:Click. Bones & Comfort sito ufficiale: Click Bones & Comfort @ Myspace: Click
L'ho già scritto in passato ed ora lo ribadisco: alle volte, i gruppi che più ti colpiscono sono quelli che scopri per caso. Quando conobbi Gio per mezzo di L.C.B., altro progetto che trovai curiosando per il web, mi ritrovai ad ascoltare anche i brani di Malameccanica, il main-project del sovracitato artista. La profondità di songwriting, il particolare approccio visivo, la complessità del musicare il rapporto con la realtà che è protagonista dei testi rende questi Malameccanica un gruppo personalissimo ed unico nel suo modo di porsi. Buona lettura.
Come presentereste Malameccanica ad un estraneo?
[Giovanni] Presenterei Malameccanica definendolo un progetto sonoro onesto nei pregi, nei limiti e nel rendere manifesti i modelli a cui s'ispira e si ricollega, nel suo disperato tentativo di trovare una propria identità il più originale possibile, per quanto improbabile possa risultare. Credo che anche termini come sperimentazione e mininimalismo, dignità ed umiltà possano fare parte del vocabolario del progetto. E' anche un percorso umano oltre che musicale e come tale si evolve e muta a seconda di cosa accade e dei componenti che ne entrano a far parte, tenendo sempre a mente le proprie origini, le proprie basi, cercando di rimanere fedele a quei principi genuini ed istintivi che hanno dato via al tutto.
[Francesco] Un progetto sicuramente degno d'interesse, quattro persone con personalità e ascolti diversi, che cercano di trovare una propria strada musicale,cercando di mischiare le proprie diverse influenze e le proprie attitudini.Una band senza limiti di strutture e forme musicali,influenzata anche da altre forme artistiche come il cinema. Un progetto onesto,spontaneo.
Quali sono state le circostanze che hanno portato al formarsi del gruppo com'è oggi?
[Giovanni] Il gruppo attualmente è formato dal sottoscritto, da Pietro al synth, da Andrea alla chitarra elettrica e da Francesco, la "new entry", alla chitarra solista. Siamo sempre stati un collettivo aperto, non vi è mai stata una line-up definitiva, abbiamo coinvolto spesso nostri amici musicisti laddove era possibile farlo. Durante l'estate ho avuto modo di conoscere Francesco, già amico e compaesano di Andrea, abbiamo instaurato un ottimo rapporto e verso i primi di settembre gli ho chiesto se voleva "collaborare" con noi per la realizzazione di qualche pezzo nuovo. Lui al momento era già impegnato con altri progetti ed impegni permettendo si è detto comunque disponibile, il caso e l'evolversi degli eventi hanno voluto che quella che inizialmente doveva essere solo una collaborazione momentanea diventasse qualcosa di più. Francesco infatti ha scritto ed arrangiato le parti di chitarra per tutte e dieci le tracce del disco, dando anche un significativo contributo alla scelta del sound che volevano dare a questi nuovi brani. E' a tutti gli effetti parte integrente dei Malameccanica.
[Francesco] Come ha detto Giò, ci conoscevamo già da tempo, prima comunicavamo via pc, poi ci siamo conosciuti anche di persona! E conoscevo già da qualche anno Andrea, che mi aveva fatto conoscere i precedenti cd del gruppo. C'è sempre stata stima reciproca tra di noi, ed alla fine abbiamo deciso di fare qualcosa insieme. I ragazzi della band mi hanno fatto sentire parte del progetto fin da subito e mi hanno dato carta bianca su come interpretare le parti di chitarra dei brani e questo mi ha fatto tantissimo piacere, sia sul piano musicale, che su quello umano, che è anche più importante, facendomi sentire a mio agio, senza pressioni e/o limitazioni di sorta.
Potreste raccontare, in generale, la storia di Malameccanica dagli esordi fino ad ora?
[Giovanni] Sintetizzando posso dirti che ci siamo formati nel 2007 più o meno l'anno in cui io e Pietro ci siamo conosciuti. Poco dopo si sono uniti a noi Andrea alla chitarra e Gianfrancesco alla batteria, quest'ultimo poi per motivi personali ha lasciato il gruppo. Per diversi mesi l'ossatura è stata questa: io basso, slide e voce, Pietro synth e sample, Andrea alle chitarre. Abbiamo iniziato a comporre i primi brani a registrare i primi demo. Poi uno alla volta abbiamo coinvolto altre persone fra cui un tastierista, un violinista e persino un'altro bassista. C'è stato un divertente ed inaspettato via vai di amici, conservo davvero dei bei ricordi del nostro primo periodo. Adesso, come ti dicevo, l'assetto può essere considerato (spero) definitivo.
A livello di composizioni i vostri dischi sono improntati verso toni elettronici miscelati ad altri più "tradizionali", come chitarra e basso, andando a delineare uno stile a metà tra il trip-hop, l'ambient e l'industrial, il tutto contornato da atmosfere cupe ed affascinanti. Da cosa traete ispirazione per i vostri brani?
[Giovanni] I brani sono il meelting pop di tutti i nostri ascolti. Inevitabilmente aggiungerei. Nascono quasi sempre in maniera molto istintiva, forse anche rozza, del resto siamo tutti autodidatti. Ci mettiamo al pc, riascoltiamo vecchi loop e campionamenti messi da parte e iniziamo a tirare giù una linea principale a cui successivamente vanno ad aggiungersi basso, chitarre e voce. Difficile dire cosa ci guidi esattamente, sicuramente l'emotività ha un ruolo fondamentale, molto spesso le basi nascono dopo aver letto i testi che andranno a completarle di conseguenza se un testo è oscuro la canzone spesso e volentieri suonerà oscura e così via. A loro volta i testi parlano di me, di come vivo, di cosa vivo, ed anche loro sono i figli diretti di ciò che leggo di recente o da sempre, dei film che amo e che detesto, per cui se ho appena visto "La terra trema" di Visconti oppure ho da poco letto "Tropico del cancro" di Miller è assai probabile che i testi oscillino su registri diversi. Credo che i nostri pezzi siano il prodotto di una strana catena di montaggio, concettuale prima, empirica poi. Questo soprattutto per i brani dei vari demo ed Ep. Per quelli di adesso il lavoro è stato sostanzialmente analogo, ma avendo coinvolto direttamente anche Andrea e soprattuto Francesco nella stesura e nell'arrangiamento dei brani posso affermare che essi, almeno nel sound, hanno avuto una lavorazione più collettiva rispetto agli altri, hanno un suono d'insieme maggiore, personalmente li trovo più lirici e melodici.
[Francesco] Ricollegandomi a ciò che dicevo all'inizio e anche a quello che in parte ha già spiegato Giovanni, la nostra musica è un miscuglio di vari generi.Tutti noi siamo grandi ascoltatori e avendo avuto delle esperienze musicali diverse,alla fine mescoliamo il tutto. Partiamo da alcune idee di base che buttiamo giù, poi aggiungiamo pian piano altri elementi come un pittore sulla tela, per quel che mi riguarda, e a volte proviamo anche varie soluzioni prima di trovare la versione definitiva. A volte ci piace agire anche per sottrazione, rimanendo su strutture minimali, se il pezzo è già riuscito nella sua semplicità, perchè violentarlo con inutili sovrastrutture? A parte tutto, penso che il nostro segreto, se tale può essere definito, è proprio essere avidi ascoltatori di tutti i generi musicali ed anche divoratori di letture e film. Io,musicalmente parlando,ho un background legato alla psichedelia e al rock dei'60-'70, oltre che a generi simili (grunge,stoner), ad Andrea piace molto il blues, Giò ama il dark e l'industrial, Pietro l'elettronica. Come vedi spaziamo molto.
Malameccanica è solo espressione musicale fine a sè stessa oppure è qualcosa di più, il modo di manifestare un certo grado di sentimenti ed emozioni?
[Giovanni] Hai fatto centro. Per me è un linguaggio per esprimere molti dei miei stati d'animo, per raccontare qualcosa di me, per capire qualcosa degli altri, per cercare un pò di bellezza attraverso il suono.
[Francesco] E' un mezzo per esprimere alcune sensazioni che ci portiamo dentro. Il descrivere attraverso musica e testi le nostre emozioni in maniera onesta, sincera e diretta.
Presto uscirà il nuovo full length di Malameccanica, intitolato "Noli Tangere"; questo disco andrà ad unirsi alle precedenti realease del gruppo, che ha già una discreta esperienza con diversi cd all'attivo. A livello musicale questo nuovo album ripercorre i tratti dei suoi predecessori? In quali elementi risulta più lontano rispetto ai precedenti dischi, eventualmente?
[Giovanni] "Noli Tangere" trovo che sia un full lenght più melodico rispetto agli altri. Non dico positivo ma più sereno senza dubbio nei contenuti e permeato da una struggente ala di malinconia, meno oscuro, metallico e anni '80 dei lavori precedenti. Meno dark senza dubbio, esteticamente parlando. Abbiamo un pò abbandonato l'industrial anche se un paio di tracce lo reclamano a gran voce, non abbiamo registrato nessun ambiente aggiuntivo ed anche le spolverate noise sono meno rarefatte e più controllate, trovo che il suono sia più limpido e si sposi bene con i contenuti introspettivi dei testi. E' anche un disco meno parlato, la voce esce più fluida, bisbigliata si appoggia sulla musica senza inacidirla, credo che il trip-hop la faccia da padrone da stavolta.
[Francesco] Sicuramente ci sono molte aperture melodiche in questo disco, è venuto così, spontaneamente. Ci piace molto. Alcune canzoni rispecchiano proprio il clima in cui è stato registrato e composto: in assoluto relax, sperimentando. Personalmente consiglierei l'ascolto in cuffia, ci trovo sempre delle cose diverse ad ogni ascolto. E' un disco intimista, notturno, in un certo senso.
Ne approfitto per chiedere qualche delucidazione a riguardo di "Noli Tangere", ovvero qual è il ragionamento che avete messo alla base della scelta di questo titolo.
[Giovanni] Il titolo l'ho scelto io; la locuzione "noli me tangere" è attribuita a Gesù, che l'avrebbe rivolta a Maria Maddalena subito dopo la resurrezione. In pasicanalisi "noli me tangere" è usata ad identificare espressivamente il tabù del contatto, cioè quella diffusa condizione di istintiva ripulsa del contatto fisico interpersonale che spesso si traduce in un divieto morale. Sono due chiavi di lettura che mi interessano, e dato che i testi li ho scritti dopo un periodo un pò difficile, liberandomi di molti stati d'animo negativi che mi portava dietro, ed ahimè perdendo anche presenze importanti nella mia vita, ritengo la mia attuale condizione una piccola rinascita, non azzardo il termine resurrezione, per tanto almeno per adesso "non toccarmi" voglio rimanere così come sento adesso il più a lungo possibile, ovvero: Bene.
A cosa è dovuta questa sterzata verso toni "più melodici", come dice Giovanni, verso nuovi piccoli ma determinanti dettagli?
[Francesco] Forse perchè siamo più sereni noi come persone, anche se alcune parti "darkeggianti" rimangono comunque nella nostra musica. Per quel che riguarda il mio modo di suonare, io suono da sempre in maniera molto melodica e questo forse può avere influito nel risultato finale. Mi spiego meglio: mi piacciono quei chitarristi che fanno dei soli melodici, cantabili, quasi una canzone nella canzone, anch'io molto umilmente cerco di fare così. Comunque, tornando alla domanda, non è stata una scelta premeditata, è semplicemente accaduto.
Al di là del comparto sonoro, nelle vostre produzioni c'è anche un importante impatto visivo, dato dalle immagini presentate nei dischi o nel web. Come sono collegati questi due "livelli" di espressione?
[Giovanni] Cinema, visual art, fotografia sono passioni che insieme alla musica coltiviamo più o meno tutti all'interno dei Malameccanica. In molti ci hanno fatto notare sin dall'inizio come la nostra musica fosse direttamente riconducibile a certe colonne sonore, a certe atmosfere che si respirano in alcuni film di genere. Del resto i nostri tappeti musicali sono influenzati dal cinema, specialmente quello surrealista; ci ha fatto piacere che questa cosa sia stata notata anche da orecchie esterne. Lentamente abbiamo iniziato a sviluppare anche una grafica un pò più concettuale, qualche nostro amico ha montato dei video sulle nostre tracce, altri hanno girato dei video apposta per alcuni brani e così via. Questa volta ho provato a girarne e a montarne uno anche io per la canzone "Monti di provincia", poi prossimamente ne uscirà uno realizzato da Danilo aka Ezcaton Visual Artist (già autore di un video per L.C.B.) per il brano "L'Abate D.".
[Francesco] L'aspetto visivo per noi è imprescindibile. Malameccanica intesa anche come soundtrack delle nostre vite o di fatti a noi vicini che raccontiamo nei brani, ci piacerebbe molto sviluppare ancora di più il binomio cinema-musica.
[Giovanni] Magari sonorizzando un cortometraggio vero e proprio...
A livello personale, quali sono i progetti musicali/cinematografici dai quali vi sentite più influenzati?
[Giovanni] Cinematograficamente parlando sono onnivoro. Senza presunzione mi ritengo un cinefilo nel vero e puro significato di questa parola. Ogni film che ho visto finisce con l'influenzarmi, persino i film orribili che escono attualmente nelle sale e che mi costringo a vedere. Ma ovviamente se devo fare dei nomi, beh: Dulac, Bunuel, Kurosawa, Sam Peckinpah, John Ford, Pasolini, Fellini, Antonioni e Luchino Visconti, probabilmente il più grande di tutti. Questi li definisco i classici. Poi ci sarebbero da citare i vari Cronenberg, Yuzna, Gordon, Lynch, e chi più ne ha più ne metta, e in ultimo la mia ossessione cinematografica più grande: Alberto Cavallone. Musicalmente direi Einsturzende, Maurizio Bianchi per quanto riguarda la mia anima industrial, Morrissey per quanto riguarda il mio modo di mettere in musica il reale dramma della nostra esistenza.
[Francesco] Per citare tutti i miei riferimenti musicali non basterebbe un libro! Comunque mi piacciono molto Beatles, Pink Floyd ,Hendrix, Led Zeppelin, Black Sabbath, insomma tutti i grandi gruppi degli anni '60&'70; poi in ambito più recente la scena grunge/stoner - Soundgarden, Kyuss, Alice in Chains; tra gli italiani amo molto Afterhours, Moltheni, Marlene Kuntz, Verdena. Altre grandi influenze italiane per me sono Lucio Battisti e Gli Alunni Del Sole, una band molto sottovalutata musicalmente. Ma la lista potrebbe continuare ad oltranza. Cinematograficamente parlando mi piacciono molto Tarantino, Lynch, De Palma, alcune cose dei Coen, Di Leo, Umberto Lenzi... dipende molto anche dall'umore o dallo stato d'animo. Di sicuro non mi piacciono i panettone-movie.
Che cosa vedete nel futuro di Malameccanica? nuovi spunti, nuove influenze, ritorni al passato, cambiamenti radicali, ...
[Giovanni] Domanda sempre difficile. Non lo so, sinceramente non lo so. Il futuro prossimo prevede l'uscita di due release, poi ci saranno tre date live, che stiamo preparando nonostante i vari impegni personali, poi vedremo se provare, nei mesi successivi, anche qualche concorso. Ci penseremo, personalmente rimango fedele a quanto ho detto tempo fa circa il live "non è indispensabile e sinceramente non credo che lo sia per il genere che proponiamo". Inoltre tre di noi hanno anche dei progetti musicali paralleli ai Malameccanica, Francesco e me compresi, vedremo quanto sarà possibile conciliare il tutto.
[Francesco] Non sappiamo neanche noi quale sarà la prossima mossa dei Mala. Viviamo giorno per giorno. Sicuramente ci piacerebbe registrare ancora qualcos'altro, o magari fare anche dei remix o versioni differenti di qualche vecchio pezzo, chi può dirlo se non il tempo. Noi ci "godiamo" il momento, non ci facciamo illusioni o pressioni di sorta. Penso che al momento siamo molto contenti di com'è venuto il cd, siamo curiosi di vedere come sarà il responso dei live.
I testi si sviluppano marcando il proprio corrispondente musicale, cioè su linee oscure e complesse; mi piacerebbe sapere quali sono gli elementi trattati nelle vostre composizioni, quali sono gli "imput" che danno il via a questo meccanismo di scrittura.
[Giovanni] A questa domanda posso risponderti soltanto io in quanto i testi sono il frutto della mia penna. Come ti accennavo prima testi e basi vanno spesso di pari passo e inevitabilmente gli uni contagiono le altre. Non c'è un imput che scatena tale processo, l'unico imput che mi appartiene è quello che anni fa, quando ero solo un adolescente, mi ha spinto a comprarmi un diario e a riempirlo giorno dopo giorno. E' una cosa che faccio ancora oggi, scrivo nei miei books quello che penso, quello che sento, quello che perdo, quello che ho etc. Scrivo della mia vita, scrivo della vita degli altri quando si interseca con la mia, poi scelgo quei testi che possono essere usati come linea vocale per i nostri brani. Non vi sono mai dei temi precisi che decido di affrontare, sono sostanzialmente autobiografici, forse eccessivamente autobiografici, ma sinceramente non so parlare di nient'altro se non di me stesso.
Giò è noto anche per un altro suo impegno musicale; L.C.B. è un progetto solista di impronta noise/industrial che, seppur abbia qualche linea di contatto con le strutture dei Malameccanica, non ne risulta esplicitamente influenzato. Quanto c'è di "Malameccanica" all'interno di "Lecosebianche", e viceversa? ovvero, quanto sono simili e quanto si discostano questi due progetti?
[Giovanni] L.C.B. è nato successivamente ai Malameccanica e ritengo siano davvero pochi i punti di contatto fra i due progetti. Primo perchè come dici tu è un progetto più che solista definirei solitario in puro stile industrial. Faccio tutto da solo senza pormi nessun tipo di obbligo artistico se non verso me stesso. L.C.B. è pura sregolatezza,improvvisazione, spesso faccio dei bordoni di quaranta minuti che registro e solo dopo due giorni li riprendo in mano dando loro un senso. E' l'esaltazione del rumore nella sua purezza, dei suoi significati. Malameccanica deve fare i conti anche con un contesto sonoro e interpersonale assai più variegato. I maggiori punti di contatto sono comunque rintracciabili nei brani de "Le pornographe" proprio perchè L.C.B. è nato nel periodo in cui stavano registrando quel disco. L'idea dello split difatti risale a quei mesi (Gennaio-Febbraio) poi per una serie di ragioni l'uscita è slittata di quasi un anno.
E' in uscita uno split tra L.C.B. e Malameccanica. Potete presentarci questa collaborazione ed i brani che saranno presenti?
[Giovanni] Lo split si chiamerà "Scope" conterrà sei tracce, quattro dei Malameccanica, due (una in apertura ed una in chiusura) di L.C.B. Uscirà per la Ugly Cunt Records già etichetta per Lecosebiance e come ti diceva la scelta dei brani risale a diversi mesi fa. Io ne proposi alcuni a Maciej della UCR ed è stato lui stesso a scegliere i sei che vanno a fare parte dello split. Voleva una release cupa e viscerale, anche la grafica rispecchia questa esigenza, la copertina si presenterà in un forte bianco e nero con un bootleg contenente immagini in negativo. Fra l'altro fra i brani dei Malameccanica ci saranno anche tre pezzi risalenti al 2007 (Debiria, Abbattoir, Interrogando Milano), si parla pertanto delle nostre primissime produzioni. A Maciej sono piaciute moltissimo, a risentirle oggi, in effetti, suonano così terribilmente sporche e malate.
Quanto può risultare difficile coordinare questa passione di Malameccanica [e degli altri progetti di cui fate parte] con la vita di tutti i giorni?
[Giovanni] Se si parla di impegni lavorativi sicuramente un pò di difficoltà ci sono. Logistiche , tempistiche. Per il resto la musica è entrata nella mia vita quindici anni fa quando ho imbracciato per la prima volta un basso, è parte integrante della mia giornata, sia come esercizio sia come consumatore, sia sul piano creativo. Le persone che fanno parte della mia vita, quasi tutte, amano quest'arte e non mi è affatto difficile conciliare le mie relazioni interpersonali come questa mia passione. Forse perchè la musica come lunguaggio è più immediato. Ho invece maggiori problemi a vedermi un film di Bresson o e di Dreyer in compagnia di qualcuno.
[Francesco] Mah, spesso le difficoltà derivano - come ha detto Giò - dal lavoro, e non dalla musica. La musica per noi è una passione reale e sincera, e come tale la coltiviamo con sincero interesse. In primis, io mi considero un grande ascoltatore e consumatore di musica, un vero fan; poi sono anche un musicista, quindi anche quando non suono, ascolto e viceversa. Fortunatamente sono circondato da persone con gli stessi miei interessi!
Parlando dei concerti, com'è la situazione? avete accennato a delle date, in una domanda precedente: potete dirci qualcosa di più?
[Giovanni] Sì per ora sono solo tre, non so se ne aggiungeremo altre, richieste ce ne sono state anche fuori Arezzo, anche recentemente ma come ti dicevo io nel live continuo a non credere particolarmente, per ragioni anche filologiche legate alla reale tradizione industrial, Maurizio Bianchi docet. Detto questo, la situazione credo sia più o meno identica ad altre realtà, i posti sono pochi, i gruppi emergenti interessano davvero poco, al massimo ti danno un martedì alle undici di sera, ovviamente non ti pagano, talvolta ti offrono la cena. Ti ripeto, dipende quanto uno crede nel live, se c'è un reale bisogno di esibirsi allora si può anche essere disposti a fare sacrfici soprattutto economici per sostenere una data a Roma o a Parma, dipende dai singoli gruppi. Per quanto mi riguarda le proposte più interessanti mi arrivano per L.C.B. anche festival non da poco, devo pensarci. Comunque giro la palla a Francesco, lui ha un curriculum live senza dubbio migliore e più credibile del mio.
[Francesco] Io mi considero un animale da palco, mi piace davvero molto suonare live. Ma allo stesso modo, sarò sincero, amo molto anche registrare e comporre in studio, sperimentare nuovi suoni e idee. E credo che Malameccanica sia un pò la "palestra" ideale, in questo senso. Se ci sono delle situazioni adatte siamo contenti di partecipare. E'chiaro che siamo anche coscienti di non fare musica proprio per tutte le orecchie: non per tirarcela, ovviamente, ma non ha alcun senso cercare di snaturare il proprio messaggio musicale, cercando solo di apparire o fare numero, tanto per farsi vedere. A maggior ragione in un tipo di musica ricercato come il nostro; amo al 100% il live, ma non dev'essere un'occasione di presenzialismo a tutti i costi, nel nostro caso occorre la situazione adatta. E sono d'accordo con Giò: come diceva lui spesso la scena attualmente è carente per i gruppi alternativi, per non parlare degli sforzi economici e degli approfittatori in giro. E'importante vedere la cosa con un pò di maturità e non dire sempre di sì pur di apparire ad ogni costo.
Siamo giunti alla fine di questa interessantissima intervista. Io vi ringrazio per la disponibilità e vi auguro tutto il meglio con Malameccanica per il futuro. Lascio a voi l'ultima parola.
Noi ringraziamo te per la chiacchierata e gli auguri ma l'ultima parola, per carità, lasciamola a chi crede di possedere verità assolute. Un saluto.
Nella filosofia buddista, i Koan sono dei manuali attraverso cui raggiungere l'illuminazione; loro caratteristica è quella di essere dei continui paradossi, che non elargiscono insegnamenti espliciti ma piuttosto diramano una serie di "percorsi" tra i quali un individuo si ritrova a scegliere.
Da Pavia, i Koan hanno proposto di recente la loro ultima fatica, ovvero "Krav Maga"; forte di uno stile Post-Core influenzato dal modo "paradossale" di concepire la propria Musica [ecco il perché del moniker], e sulla base di 4 anni di esistenza passati tra EP e concerti, i Koan raggiungono una certa forma di maturazione del proprio sound.
Fin dai primi ascolti Krav Maga si distingue per una certa vena Post-Core che risulta comunque influenzata almeno nel groove da parti stoner-oriented, con un pizzico di sapore avantgarde leggero e vago; non mancano sterzate dal tratto più serrato e di derivazione Nu-Metal a mio avviso, che rimangono tuttavia circoscritte a certe aperture vocali/ritmiche particolari. Brani della portata di "Meredith" si distinguono per la sezione dalle tinte sludge che ben viene innestata in un contesto simil-atmosferico, creando uno strato sonoro di presenza ma senza eccessiva pesantezza, limitandosi in qualche modo al semplice nascere di una struttura musicale latente, profonda, oscura. La registrazione non è delle migliori, facendo risultare in modo fioco talvolta la voce e gli strumenti in generale; tuttavia il disco non ne risente troppo, e scivola via positivamente ascolto dopo ascolto. La conclusiva "Ideogramm" funge da esempio per il lato stoner/sludge che è presente nel gruppo, forse una venatura del suono che potrebbe rivelarsi molto interessante se sviluppata a dovere.
Complessivamente non ci troviamo davanti ad un pessimo disco, anzi, lo ritengo un lavoro modesto che lascia tutti i buoni propositi per una eventuale prossima uscita, matura e più accurata in certi dettagli che potrebbero fare la differenza tra tanti altri gruppi.
Passando al lato del palcoscenico, ricordo che i Koan 17 Dicembre [domani] suoneranno con gli Octopus presso Spazio Musica di Pavia. Ma non è tutto: mi è giunta notizia che i Koan, in collaborazione con un altro progetto interessante quale Musashiden, stanno creando una nuova etichetta, ovvero la Toilet Smokers Club Records: consisterà in un piccolo spazio per auto-produrre la propria Musica, i propri lavori grafici e tante altre cosine sfiziose che potrebbero nascere. Una piacevole iniziativa da seguire attentamente.
Nacque quasi per caso, in un ambiente intimo, con l'intenzione di sviluppare una ricerca stilistica e sonora; Pietro e Gio hanno questo in comune, una personalità segnata nel profondo da un certo approccio alla Musica, particolare e viscerale, che li spinge a dare vita ad un progetto che dall'essere piccolo e fragile come una scintilla cresce e matura diventando col passare degli anni un'idea consolidata, dinamica, intensa; Malameccanica rappresenta la trasposizione in Musica delle immagini che questo gruppo si vede passare dinanzi quotidianamente, situazioni dalle cui Gio trae le parole che vanno a formare i testi, surreali e dall'impostazione solenne ma tuttavia quasi sussurrata. Nello scorrere del tempo Malameccanica sviluppa uno stadio embrionale di ciò che ora costituisce la spina dorsale del proprio sound, dai primi acerbi accenni trip-hop passando per le sessioni crude degli inserti industrial, fino alle melodie calde ed affascinanti scaturite dall'intrecciarsi di basso e chitarra. La formazione ha subito diversi cambi al suo interno, con la presenza fissa di Pietro, Gio, Andrea ed il nuovo chitarrista Francesco; non sono sporadiche però le comparse di amici e conoscenti, che si sono prestati volentieri a lasciare una, seppur piccola, impronta in questo progetto aperto e dinamico. Non sono poche nemmeno le release del gruppo, che vanta 4 pubblicazioni dal 2007 escludendo l'imminente nuovo album "Noli Tangere".
Questo disco si discosta in modo parziale dai precedenti lavori di Malameccanica, lasciando maggiori aperture alla parte più melodica del suo stile, limitando le incursioni industrial a pochi sprazzi e concentrandosi in maniera spontanea sui particolari inserti di Trip-Hop; le sonorità tipiche di questo genere vengono miscelate egregiamente con le sezioni di chitarra e basso quando ne capita l'occasione, dividendosi in modo più o meno eguale lo spazio dell'album. La voce di Gio si sviluppa sopra le linee acustiche più lente ed estemporanee, e non solo, ma anche di pari passo con le astmofere elettroniche eteree e riflessive, concedendo all'ascoltatore la possibilità di avvicinarsi alla maniera di vedere le cose di cui il gruppo si avvale: immagini di vita vissuta vengono ri-presentate con il tipico contrasto sonoro e visivo che da sempre è impronta unica di Malameccanica, arrivando a mostrare anche il lato più oscuro e celato di determinate situazioni. Noli Tangere è un disco maturo, frutto diretto delle esperienze e sviluppi dei vari musicisti che ne permeano lo spirito con le proprie passioni, dimostrando di saper unire spunti talvolta differenti e proporli su di un piano musicale strettamente personale ed unico nello stile; consiglio un ascolto approfondito, concentrandosi di volta in volta sulle innumerevoli sfumature, il più nascosto meccanismo di questo disco che però rende Malameccanica un progetto splendido.
CREDITS Ringrazio sinceramente Gio per l'interesse e la fiducia che ha posto e che continua a porre nei confronti del mio blog e del sottoscritto; un grazie anche per la continua disponibilità e gentilezza.
NB: Non perdetevi l'esauriente intervista con Malameccanica che sarà disponibile nei prossimi giorni, sarà davvero interessante.
Ci avviciniamo alla conclusione del 2009 ed il blog, da piccolo e scarno di contenuti, è cresciuto in velocità nell'arco di soli 5 mesi; tutto questo grazie a voi lettori. Sentitamente.
Questo intermezzo lo uso, come solito, per qualche comunicazione di servizio ed aggiornamenti vari:
- Non potrò uploadare il resoconto degli articoli bimensile come avevo promesso tempo fa, a causa di una perdita di dati che mi comporterà un notevole rallentamento nell'elaborazione dei file [in pratica, quelli che erano pronti sono andati persi e mi ci vorrà un po' per preparare di nuovo il tutto].
- Ieri sera grande Release Party degli Up There:The Clouds che hanno presentato ufficialmente il loro nuovissimo e primo EP. Nei prossimi giorni pubblicherò una piccola presentazione della serata e la mia recensione del disco, che promette veramente bene [non che ci fossero dubbi al riguardo]. Per chi ha la disponibilità, consiglio di andare a vederli stasera in quel di Forlì [Flyer]. Non perdeteveli. Potete acquistare il disco direttamente dallo stand del gruppo oppure ordinarlo presso la Frohike Records, trovate il link nella colonna a fianco.
- Sempre presso la Frohike è disponibile da tempo il primo full length de L'Ira dell'Agnello, in un grazioso digipack fatto completamente a mano in ogni minimo dettaglio, proprio come per l'EP degli UTTC. Un doppio disco interessante quanto complesso, se vi siete persi questo album vi rimando alla mia recensione ed all'intervista con Giulio.
- Domenica 20 Dicembre ricordo che gli LvQ saranno protagonisti di un concertino intimo a Legnago [PD], ottima occasione per ascoltarsi i pezzi di un EP che ritengo tra i migliori di quest'anno ed una sana dose di elettronica dal vivo. Successivamente, di preciso il 23, suoneranno presso il circolo Bahnhof di Montagnana [PD], quindi se siete della zona potrete gustarvi un piacevolissimo bis.
- Per il 26 Dicembre è previsto un concerto mostruoso con Dyskinesia | Morkobot | deprogrammazione | Viscera/// presso lo United Club di Torino. Ricordo che i Dyskinesia stanno programmando il tour europeo e sono in cerca di aiuto per organizzare alcune date.
- Anche i Three Steps to the Ocean stanno organizzando il tour europeo, con qualche data confermata ma altre in attesa di qualche contatto; riporto di seguito il comunicato del gruppo, nel caso ci sia qualche lettore che possa rivelarsi utile nella ricerca:
UPDATE ON UPCOMING EUROPEAN TOUR
Hi all,
here's a little update regarding our upcoming 2010 European Tour.
We need to fullfill two dates for now, wednesday march 3rd and thursday march 4th, 2010.
If you are interested in booking, please get in touch by writing us at threestepstotheocean@gmail.com
or write Ingo at icorruptshows@hotmail.de
Here's part of the schedule so far:
02.03. lille @ Le Select, fra 03.03. ---NEED HELP--- germany/belgium/netherland/france 04.03. ---NEED HELP--- germany/belgium/netherland/france 05.03. groningen @ Simplon, nl 06.03. frankfurt @ Ponyhof, ger
Thanks, bye. threestepstotheocean
Dimenticavo: è stato ufficializzato un imminente split tra i cari Dyskinesia e Corpoparassita, sempre in uscita per la Frohike Records, mentre è in preparazione un altro succulento split 7" tra Hungry Like Rakovitz e Deprogrammazione, per Frohike | Weirdo | NoJoy [neonata etichetta che vedrà il suo esordio proprio con questo disco]. Insomma, c'è già tanta attesa per questo 2010.
- Ultima cosa: nei prossimi giorni pubblicherò una interessante intervista con il gruppo Malameccanica, che verrà preceduta dalla mia recensione del nuovo disco in uscita "Noli Tangere"; consiglio di seguire gli aggiornamenti della settimana che verrà perché sarà ricca di contenuti veramente particolari. Alla prossima.
Formato da musicisti provenienti da passate ed attuali esperienze anche piuttosto celebri [The Drop Machine, Flora,...], Tryptamin prende vita nel 2007 per volere di Daniele, Pietro, Michael, Marcello, e Bruno. L'attività live inizia l'anno seguente, periodo in cui vede la luce il primo disco promozionale, ovvero l'EP di cui parlerò qui a seguito; questo disco, registrato in presa diretta, si caratterizza per sonorità piuttosto variegate tra loro, traendo spunti da diversi generi [Post-Metal, Ambient, Elettronica, New Wave,...] manipolandoli al fine di creare un comparto sonoro deciso e marcato, rappresentazione dell'impronta di personalità di questo progetto.
Questo EP, composto da tre brani, si propone con pezzi puliti forti di una registrazione senza notevoli pecche, regalando all'ascoltatore suoni e melodie fluide, scorrevoli, che si alternano tra accelerazioni chiassose e richiami atmosferici di stampo Elettro/Ambient semplici ma efficaci; il tutto è arricchito da linee vocali clean ricalcanti i ritmi dei brani, rimanendo su schemi simili per l'intera durata dell'EP, andando anche a rimarcare la sua vena progressiva rafforzandola, appunto, con un certo timbro di voce usato. Reptilian, Mindscope e Around and About sono i tre pezzi protagonisti del disco che, uniti, vanno a formare un blocco unico dalle sonorità profonde ed intricate, ricche di sfumature e dettagli non sempre assimilabili al primo ascolto; il tutto è avvolto da una sottile aurea di psichedelia che assimila e combina le varie influenze musicali del gruppo all'interno di uno spettro dinamico, eterogeneo ed eclettico.
N.B. Tryptamin proprio in questo periodo sta cercando contatti per stabilire delle date in occasione del tour europeo dei Dyskinesia [a cui faranno da spalla]. I concerti si svolgeranno in Aprile e potete trovare tutte le informazioni per contattare chi di dovere qua di seguito, nel caso possiate dare una mano:
Booking for Dyskinesia EUROPE · TOUR · 2010 has started.
It will happen in April 2010 featuring Tryptamin. Things has just decided, but we need everyone's help to let it work out. Anyone interested in helping somehow, booking them, or just having additional info to promote and spread the infos, please contact them at
http://www.myspace.com/dyskinesiaeutanasia
These are the dates: SLOVENIA / CZECH REPUBLIC / GERMANY - help! 01.04.2010 GERMANY - help! 02.04.2010 NL - Nijmegen @ De Onderbroek 03.04.2010 CZECH REPUBLIC - help! 04.04.2010 NETHERLAND - help! 05.04.2010
CREDITS Un grazie a Pietro per la disponibilità e la grande pazienza. Tryptamin @ Myspace:Click
"Gran parte dei brani sono strumentali in quanto riteniamo che sia la musica a dover parlare, e l'unica, che ha ancora qualcosa da dire di veramente forte e nuovo. Chiudete gli occhi."
Farglow nasce come gruppo nel febbraio 2008, per volere di tre musicisti provenienti da esperienze musicali diverse tra loro; in seguito all'autoproduzione del promo EP "My little garden", il trio veronese si cimenta in una serie di performance live, rivelando il proprio potenziale ad un pubblico sempre maggiore. Il nuovo self/titled album, in uscita in questi giorni, si preannuncia fin dai primi toni della opener "Seasons" come un disco caratterizzato da suoni riconducibili alla corrente Shoegaze, contaminando il tutto con dosi di elettronica e quell'impronta atmosferica di stampo Post-Rock. La produzione è cristallina, con i suoni delle chitarre in risalto, ponendo al centro dell'attenzione le particolari melodie che il gruppo è stato abile nel creare; tracce del calibro di "As Within, So Without" colpiscono per la loro semplicità ma soprattutto per la qualità della Musica, che in questo particolare brano possiamo sentire alternarsi tra sezioni acustiche miscelate con parti puramente elettroniche, ed in lontananza il "I have a dream" di M.L. King.
Nel dettaglio, questo modo di rapportare le controparti [strumenti ed elettronica] si ripete diverse volte nello scorrere del disco, mostrando da un lato le indubbie capacità dei nostri, e dall'altro ponendo in evidenza il convivere di elementi che seppur diversi vengono amalgamati tra loro alla perfezione. Un'altra sorta di "dualismo" la possiamo individuare nell'alternarsi tra pezzi più misurati ed altri maggiormente caotici, ove i primi creano una situazione tra l'idilliaco ed il soave, riflessivi e dai toni caldi, mentre i restanti si rivolgono in maniera fredda ed estraniante nei confronti dell'ascoltatore, ponendolo in una condizione emotiva d'effetto. Tuttavia non mancano, nelle parti maggiormente rumorose, tracce di malinconiche melodie incelate, che vanno a costituire alla fine dei conti la colonna portante ed unificatrice dell'intero album. Questo self/titled scorre via ad una velocità incredibile, e per poter goderlo appieno consiglio caldamente di ascoltarlo e ri-ascoltarlo tutto d'un fiato, senza interruzioni, per non intaccare la particolare condizione mentale che Farglow riesce a trasmettere attraverso questo disco; le sfumature, il rincorrersi talvolta frenetico dei vari strumenti, i rallentamenti soffici, le accelerazioni, i suoni indelebili delle chitarre, tutto ciò ed altro ancora rende l'album dei Farglow sempre più piacevole ed interessante ad ogni ascolto.
CREDITS Ringrazio Giacomo per avermi contattato e la grande disponibilità. Ci si vede il 20 con gli LvQ! Farglow @ Myspace:Click